I simbiotici nelle formule per lattanti

A cura del Prof. Giorgio Pitzalis
I simbiotici nelle formule per lattanti. I neonati corrono un rischio maggiore di infezioni e le infezioni del tratto respiratorio sono una delle principali cause di morbilità e mortalità a livello globale.

Sebbene i tratti respiratorio e gastrointestinale siano separati, condividono un sistema immunitario della mucosa chiamato “asse intestino-polmone”.

All’interno dell’”asse intestino-polmone” esiste un’interazione bidirezionale tra intestino e polmone, comprese le interazioni immunitarie e microbiche dovute alla circolazione sistemica di ligandi batterici, metaboliti batterici e cellule immunitarie migranti. La maggior parte delle infezioni del tratto respiratorio durante l’infanzia sono limitate al tratto respiratorio superiore, ma circa un terzo dei neonati infetti svilupperà un decorso più grave con sintomi del tratto respiratorio inferiore. La coinfezione batterica nell’infezione virale delle vie respiratorie inferiori è comune e richiede un trattamento antibiotico, che può avere un impatto negativo sullo sviluppo del microbioma intestinale. La formazione del microbioma intestinale nei primi anni di vita è modellata dalle interazioni tra l’ambiente, la nutrizione iniziale e i fattori correlati all’ospite e associati ai microbi e va di pari passo con la maturazione delle risposte immunitarie della mucosa e del sistema immunitario. I simbiotici nelle formule per lattanti. A causa della comunicazione incrociata tra i sistemi della mucosa del tratto gastrointestinale e respiratorio, l’aggiunta di simbiotici (prebiotici e probiotici) al latte artificiale può prevenire infezioni anche in siti distanti.

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Webinar gratuito: dall’allergia alla reazione avversa agli alimenti

DOMENICA 25 SETTEMBRE ORE 09:30

Webinar Online su piattaforma Zoom
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Verrà rilasciato attestato di partecipazione a tutti coloro che parteciperanno all’evento online e che ne faranno richiesta a: info@nutrinews.it.

Il suddetto attestato può essere utilizzato per l’autoformazione e può essere caricato sulla piattaforma Co.Ge.A.P.S. nel proprio dossier formativo, per la valutazione del numero dei crediti ECM.

Acufene: cos’è, sintomi e possibili cure

L’acufene, comunemente definito tinnito, è un disturbo uditivo che si manifesta con la percezione di un rumore, simile a un fischio, un sibilo o un ronzio, avvertito in assenza di rumori esterni. Il rumore può essere sopportabile o intenso, costante o intermittente. Può essere percepito da un solo orecchio (acufene unilaterale) o da entrambe le orecchie (acufene bilaterale). Sebbene non si tratti di una vera e propria patologia otorinolaringoiatrica, l’acufene viene comunque classificato come un disturbo uditivo in grado di arrecare disagio e incidere sulla qualità della vita di chi ne è affetto.

Acufene: fattori eziologici

La diagnosi dell’acufene può essere effettuata da un medico otorinolaringoiatra, da un audiologo o da un neurofisiologo. Per individuare l’eziologia dell’acufene, il paziente viene sottoposto ad un’attenta anamnesi. Tra i fattori eziologici più comuni che contribuiscono all’insorgenza degli acufeni annoveriamo:

  • Deficit uditivi
  • Disfunzioni dell’articolazione temporo-mandibolare
  • Esposizione troppo intensa a onde sonore
  • Farmaci tossici per l’orecchio
  • Patologie dell’orecchio (otiti, otosclerosi)
  • Sbalzi di pressione
  • Possibile tappo di cerume
  • Ostruzione del condotto uditivo
  • Trauma cranico
  • Tumore benigno del nervo acustico (neurinoma)

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Aggiornato il protocollo per i pazienti Covid in Piemonte

E’ stato aggiornato il protocollo per la presa in carico a domicilio dei pazienti Covid effettuata dalle Unità speciali di continuità assistenziale (Usca), dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta nella regione Piemonte.

Ad illustrare le novità l’assessore regionale piemontese alla Sanità, Luigi Genesio Icardi: “Introduciamo l’utilizzo dell’idrossiclorochina nella fase precoce della malattia, insieme a farmaci antinfiammatori non steroidei e vitamina D. In più, prevediamo la possibilità di attivare ‘ambulatori Usca’ per gli accertamenti diagnostici altrimenti non eseguibili o difficilmente eseguibili al domicilio, ottimizzando le risorse professionali e materiali disponibili”.

“Siamo convinti, perché lo abbiamo riscontrato sul campo fin dalla prima ondata, che in molti casi il virus si possa combattere molto efficacemente curando i pazienti a casa – precisa Icardi – Non vuol dire limitarsi a prescrivere paracetamolo per telefono e restare in vigile attesa, ma prendere in carico i pazienti a domicilio. Siamo stati tra i primi, l’anno scorso, a siglare un protocollo condiviso con Asl, Prefetture e organizzazioni di categoria dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta. L’obiettivo è evitare che i ricoveri, così come le degenze prolungate oltre l’effettiva necessità clinica, delle persone che possono essere curate a domicilio determinino una consistente occupazione di posti letto e l’impossibilità di erogare assistenza a chi versa in condizioni più gravi e con altre patologie di maggiore complessità”.

Altra novità è la possibilità di istituire degli “ambulatori Usca” ospedalieri/distrettuali, in modo da consentire il controllo dei pazienti a cadenza regolare ed offrire un pacchetto di prestazioni per una diagnosi e una stadiazione più appropriata della malattia. Luoghi nei quali si potranno eseguire visite mediche, prelievi di sangue, consegne e ritiro urine per esame completo, monitoraggi saturazione ed eventuale emogasanalisi, elettrocardiogrammi, ecografie toraciche, tamponi naso-faringei per test molecolari e antigenici, attivazioni di percorsi preferenziali con invio diretto in Radiologia per eseguire radiografie e Tac al torace. Alle Usca è previsto anche l’affiancamento di un servizio psicologico, svolto in modalità remoto utilizzando le postazioni di telemedicina attivate in sede distrettuale e costituito da colloqui in videochiamata con il paziente e il nucleo famigliare.

Riguardo ai provvedimenti terapeutici consigliati, accanto a eparina, steroidi e antibiotici il protocollo piemontese introduce farmaci antinfiammatori non steroidei, Vitamina D e idrossiclorochina, dopo che il Consiglio di Stato ne ha consentito la prescrizione (off label) sotto precisa responsabilità e dietro stretto controllo del medico.

Fonte: https://www.regione.piemonte.it/web/pinforma/notizie/aggiornato-protocollo-delle-cure-casa-per-covid

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