A cura del Prof. Giorgio Pitzalis
Lo stato di alto rischio clinico per la psicosi (CHR) rappresenta una fase precoce che precede il possibile sviluppo di un disturbo psicotico conclamato. Identificato oltre vent’anni fa, questo stadio è oggi al centro della ricerca scientifica, poiché consente di intervenire prima che la patologia si manifesti pienamente.
Tuttavia, ad oggi, nessun trattamento psicoterapeutico o farmacologico ha dimostrato con certezza di prevenire la progressione verso la psicosi nei soggetti a rischio.
Negli ultimi anni, l’attenzione degli studiosi si è concentrata su una molecola naturale prodotta dal nostro organismo: la palmitoiletanolamide (PEA). Questo composto, appartenente alla famiglia degli endocannabinoidi, svolge un ruolo fondamentale nella regolazione di processi chiave come memoria, dolore, umore, appetito e risposta allo stress.
La PEA è presente anche in alcuni alimenti comuni come uova, piselli, pomodori e soia e si distingue per le sue proprietà antinfiammatorie e neuroprotettive.
Approfondimento sul sistema endocannabinoide:
https://it.wikipedia.org/wiki/Sistema_endocannabinoide
Lo studio: meno sintomi e alta sicurezza
Uno studio recente ha coinvolto giovani con sintomi psicotici attenuati, trattati con PEA micronizzata (PEA-um) per 12 settimane (600 mg al giorno).
Gli obiettivi principali erano:
- riduzione dei sintomi psicotici attenuati (APS)
- miglioramento del disagio psicologico
- valutazione della sicurezza e tollerabilità
- analisi dei meccanismi biologici (infiammazione, microbiota, sistema endocannabinoide)
I risultati sono stati promettenti: i partecipanti trattati con PEA-um hanno mostrato una riduzione significativa dei sintomi, senza effetti collaterali rilevanti.
Secondo i ricercatori, questa molecola potrebbe rappresentare una strategia preventiva sicura e accessibile, soprattutto nelle fasi iniziali del rischio psicotico.
Studio scientifico completo:
https://www.mdpi.com/2076-3425/14/12/1230
Perché la PEA può proteggere il cervello
La fase prodromica della psicosi è caratterizzata da un aumento dell’infiammazione cerebrale e da una riduzione delle difese naturali dell’organismo.
La PEA interviene proprio su questi meccanismi:
- riduce l’infiammazione
- protegge i neuroni
- modula il sistema immunitario
- sostiene l’equilibrio del microbioma intestinale
Inoltre, nelle fasi iniziali della malattia, i livelli di PEA aumentano come risposta compensatoria, suggerendo un possibile ruolo come biomarcatore precoce.

